Qualche giorno fa, a supporto di una riflessione tra un gruppo di amici sulla chiamata di Gesù ai 12 apostoli e cercando di attualizzare il senso di questa chiamata per la concreta vita di ognuno di noi oggi, uno di noi ha condiviso in chat un discorso del 1967 di Martin Luther King pronunciato mentre la guerra in Vietnam era in corso e sarebbe continuata ancora per molto (1955/1975).
Dopo aver finalmente trovato il tempo di leggerlo integralmente, ho sentito il bisogno di rilanciarlo e condividere alcune riflessioni.
Perché le parole di Martin Luther King possono farci bene?
Prima di tutto credo che la lettura di questo testo sia importante come “ripasso storico”, affinché quello che viviamo oggi non ci sembri qualcosa di così folle o anche incomprensibile.
In realtà è tutto frutto di scelte, modi di pensare e agire, così come di non scelte, disinteresse, distrazione su altri fronti e passatempi privati, per cui tanta gente (me compreso) ha preferito vivere “facendo finta di niente” o comunque volgendo le proprie attenzioni da un’altra parte.
“Politica”, questa sconosciuta
Secondo: la parola “politica”. Ecco, leggere Martin Luther King ti fa pensare “allora la politica esiste davvero!!” in un tempo come il nostro in cui il solo pensiero a qualunque uomo o donna della politica può provocare fastidio se non proprio improvvise fitte allo stomaco… Ma cosa avranno fatto di male questi “politici” di oggi? Nulla. Proprio così. Non hanno fatto proprio niente. E la dimostrazione è la situazione in cui ci troviamo, provocata dall’assenza di qualunque elemento possa essere minimamente associato al concetto di “azione politica”. Oggi la storia è fatta tutta dal marketing e gli esperti al servizio dell’industria bellica sono a tal punto più bravi e competenti dei politici, da determinare loro il pieno successo della loro attività commerciale a livello globale, pazienza se poi questa renda ogni giorno più incerto il nostro futuro, ma anche semplicemente la normale vita di tutti i giorni…
Azione politica sostituita da “attività professionale”
Anche se qualcuno – proprio perché consapevole della completa mancanza di questo concetto nella politica moderna – ha ritenuto forse una grande trovata metterlo nel nome del proprio partito, così come fa un’azienda quando pensa che usando la parola “emozione” potrà davvero emozionare il proprio cliente, io penso che oggi l’azione (politica) sia stata totalmente soppiantata da una frenetica “attività” (sui social).
Ieri era virale il video del nuovo sindaco di New York (Zohran Mamdani) che si è messo a spazzare la neve insieme ai cittadini. Mentre pranzavo con mio figlio gli ho detto: “Posso capire se il sindaco di Pescasseroli in occasione di un’eccezionale nevicata si mette a spalare la neve insieme ai concittadini, ma non pensi che in una metropoli come NY e proprio durante un evento di tale portata il sindaco dovrebbe dedicarsi ad AZIONI più importanti e specifiche rispetto all’incarico di responsabilità che ha assunto?”
Che idea di politica ha ciascuno di noi oggi?
Ma, giustamente, agli occhi di un ragazzo succede al contrario di pensare che: “Ma no papà, almeno quel politico sta facendo qualcosa di utile!”
E già solo questo piccolo esempio basta e avanza per spiegare quanto oggi l’attività (social) sposti molto più voti e consenso di una vera Azione, o – lo dico – addirittura Pensiero politico!!
(E giusto per chiudere questa parentesi gossip sulla “grande” politica dei nostri giorni, e sempre nello stesso telegiornale di ieri, era – diciamo così – divertente ammirare su un social il fondamentale scambio di commenti in perfetto stile Top Gun tra premier inglese e francese, dopo che quest’ultimo da un po’ di tempo appare in pubblico con occhiali da sole, a causa di un transitorio problema agli occhi. Curioso apprezzare questo botta e risposta da perfetti adolescenti, proprio il giorno dopo il solenne annuncio che in Francia non sarà consentito l’uso dei social sotto i 15 anni.)
…Meglio rileggere Martin Luther King prima che sia troppo tardi
Senza ovviamente soffermarsi oltre su altri leader politici contemporanei, a partire da quelli della stessa nazione in cui – sembra incredibile a pensarlo! – a essere ascoltati da moltitudini di persone c’era un essere umano come Martin Luther King, mi fermo qui e vi invito a leggere integralmente questo discorso, anche solo per avere un immediato beneficio all’anima (sperando che almeno quella, in ognuno di noi, sia rimasta intatta… in tal caso non tarderete ad accorgervi dell’effetto di risveglio che le parole di MLK le daranno).
Ho messo anche qui il testo ripreso dal suddetto sito, correggendo piccoli refusi o imperfezioni nella traduzione ed evidenziando alcuni passaggi, che potete trovare in un pdf comodamente scaricabile.
Chiudo con una citazione di don Lorenzo Milani, appena letta:
«Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia»

