Elezioni Politiche 2018: il treno dei desideri

Ma il treno dei desideri, nei miei pensieri…

Io, di prendere il treno per “scendere al paese” a votare già sapendo che lunedì saremo punto e accapo con Santanché e Sallusti a spiegarci l’attualità politica in TV, per poi abbracciare le larghe intese, non ci penso neanche. Per questo ieri ho seguito passo dopo passo, e parola per parola (insieme ad altre 50.000 persone circa collegate via Facebook), la presentazione dei “possibili ministri” di un governo Cinque Stelle.

E mi sono detto: ma perché devo continuare a immaginare una politica dove “quel Ministero lo diamo all’UDC”, quell’altro a Tizio, poi bisogna ricordarsi di dare almeno una poltroncina a Caio e un sottosegretario a Sempronio ecc ecc…..???

Una richiesta chiara e comprensibile da tutti

Cara mamma: questi (il M5S) hanno umilmente chiesto a esponenti dei vari settori della vita professionale italiana, quindi FUORI DAL LORO GIOVANE E INESPERTO BACINO, la disponibilità – in caso di successo elettorale – a occuparsi degli specifici dicasteri.

Cioè: proprio come hanno già in tutti questi 5 ANNI rinunciato a più della metà dei loro stipendi mensili da parlamentari (creando DA QUESTI STIPENDI NON INTASCATI un fondo di circa 23 MILIONI DI EURO presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze da destinare alle Piccole e Medie Imprese italiane), ora hanno deciso che, in caso di vittoria elettorale, quelle poltrone NON SARANNO OCCUPATE DA LORO STESSI.

Saranno bensì figure caratterizzate da una competenza e credibilità a indicare già di per sé il valore e la “linea politica” che vogliono attribuire a ciascun Ministero. Anatema!! “Ma così non si sa se faranno una politica di destra o di sinistra”. Certo: e neanche ne faranno merce di scambio per i consueti accordi tipici “all’italiana” che non sono certo io a dover dimostrare dove ci hanno portato…

E ora come la mettiamo con Di Maio?

E già da ieri sera, parlandone anche tra persone veramente preparate (laureati, persone ben più grandi di me che tante ne hanno viste nella vita) ho cominciato a percepire un atteggiamento di maggior attenzione verso questa proposta politica.

Pare che ora sia rimasto un unico grande “problema”: Luigi Di Maio.

Già: perché è un 31enne senza un preciso “curriculum professionale” antecedente al suo impegno politico da eletto con il M5S.

Come può avvenire tutto questo???

La mia idea, non conoscendolo di persona, è che sia andata più o meno così: fin dai primi passi del Movimento (che ricordo essersi costituito nel 2009, semplicemente dopo che PER DUE ANNI la proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento pulito” consegnata al Governo Prodi nel 2007 con 350mila firme raccolte una a una da gruppi di cittadini che seguivano il blog di Beppe Grillo è rimasta nei cassetti inascoltata), Di Maio dev’essersi progressivamente messo in evidenza come uno tra “i più svegli, attivi e volenterosi” (anche e proprio grazie al fatto di non avere ancora un lavoro a tempo pieno!!! …proprio come avviene in un’aula universitaria, in un gruppo di volontariato, tra gli stagisti di un’azienda o in qualunque altro contesto “di giovani” che vi possa venire in mente).

Grillo e Casaleggio, fondatori del Movimento, devono aver quindi notato le spiccate doti di: diplomazia, capacità di coordinare un gruppo, leadership naturale e… capacità di STUDIARE (perché poi, per reggere per 5 anni come Vicepresidente della Camera dei Deputati non è che puoi basarti sull’improvvisazione).

Tra l’altro, in una nazione la cui forza è soprattutto nelle Piccole e Medie Imprese che spesso sono nate dall’iniziativa di gente “anche ingenua” di 25/30 anni al massimo, perché – scusate – meravigliarsi della vicenda di uno come Di Maio che immagino non sia mai stato un solo giorno “con le mani in mano” ad aspettare che tale “fortuna” lo cogliesse??

Illustri predecessori…

In Italia è “dall’alba dei tempi” che assistiamo a un “panorama politico” in cui si fa letteralmente FATICA a reperire un solo giorno di lavoro effettivo (ovvero remunerato, fuori dalla politica) a partire da Giorgio Napolitano (in politica dal 1953…) e a finire con lo stesso Paolo Gentiloni, di cui vi invito a segnalarmi eventuali esperienze in ambito lavorativo fuori dalla politica, perché personalmente non ne ho trovate.

I successi di Di Maio

Semmai, apprezzerei gli sforzi (notevoli!!) e i successi di Di Maio nel TENERE INSIEME intanto in questi primi 5 anni di fuoco il MoVimento, nonostante tutti i tentativi, compresi quelli particolarmente costanti e velenosi dell’intera informazione italiana, di individuare ogni giorno un possibile avversario o una possibile corrente interna al M5S. INVERSAMENTE PROPORZIONALE rispetto a quanto ottenuto dal “segretario Matteo Renzi” (non è una mia critica personale, bensì una distaccata analisi dell’evidenza: dallo “stai sereno” a Enrico Letta in poi).

Vi lascio con i nomi dell’eventuale “Governo Cinque Stelle”, dei quali vi invito a ricercare notizie e curiosità, anche facendo possibilmente memoria dei vari illustri predecessori quali Alfano, Boschi, Brunetta, Gasparri, Gelmini, La Russa, Lorenzin, Lupi e non costringetemi a continuare oltre.

  • Relazioni con il Parlamento – Riccardo FRACCARO (M5S)
  • Pubblica Amministrazione – Giuseppe CONTE
  • Sport – Domenico FIORAVANTI
  • Esteri – Emanuela DEL RE
  • Interno – Paola GIANNETAKIS
  • Giustizia – Alfonso BONAFEDE (M5S)
  • Difesa – Elisabetta TRENTA
  • Economia – Andrea ROVENTINI
  • Sviluppo Economico – Lorenzo FIORAMONTI
  • Agricoltura – Alessandra PESCE
  • Infrastrutture e Trasporti – Mauro COLTORTI
  • Lavoro e Politiche Sociali – Pasquale TRIDICO
  • Istruzione – Salvatore GIULIANO
  • Cultura e Turismo – Alberto BONISOLI
  • Sanità – Armando BARTOLAZZI
  • Ambiente – Sergio COSTA
  • Qualità della vita & Sviluppo sostenibile – Filomena MAGGINO
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