Impara l’arte di respirare e non mettere più questo libro da parte!5 minuti

Sono giorni che mentre cammino al parco – sempre più commosso e grato all’autore (James Nestor, da San Francisco, città americana nota per la sua gente “un po’ stravagante e alternativa”) per queste incredibili e semplici dritte sulla nostra salute! – sento il bisogno di ringraziare a voce la persona che quasi per caso mi ha consigliato il libro L’arte di respirare. E pensare che non sono ancora riuscito a risentirla (con il lavoro che fa, spesso tiene il telefono silenzioso), per cui lo faccio intanto da qui.

libro arte di respirare copertina edizione Aboca

Un libro scoperto per puro caso

Proprio così: con questa persona ho solo parlato al telefono una volta! Un amico le aveva dato il mio numero per un’eventuale collaborazione di copywriting per un po’ di articoli sul suo sito. Ci siamo sentiti per un primo scambio di informazioni e lei, un’insegnante di Yoga, era in realtà ancora in dubbio se creare o meno un blog per approfondire alcuni argomenti.

“Vedi Raffaele, di fatto sul web già c’è scritto tutto… se proprio dovessi sviluppare degli articoli riprenderei pari pari i concetti del libro L’Arte di respirare”.

Allora io, con la curiosità che mi contraddistingue e ancor più se si tratta di salute e benessere, sono puntualmente andato a cercare questo libro che tra l’altro, negli stessi giorni (estate 2022) era anche disponibile in un’edizione proposta dal quotidiano la Repubblica.

In “un mondo normale” probabilmente chiunque a quest’ora mi direbbe: “Ma perché, tu ancora non l’avevi letto??”

Appunto… in un mondo normale. Non in uno dove, negli ultimi anni, si vive dietro una mascherina o si esce di casa giusto per “fare un salto in farmacia”… Il libro è uscito il 26 maggio 2020 negli Stati Uniti e diventa in poco tempo un bestseller, con il titolo originale “Breath: the new science of a lost art” (letteralmente: Respirare, la nuova scienza di un’arte perduta).

In realtà c’è anche chi dice che, senza il “soffocamento” della pandemia e delle mascherine, forse in pochi sarebbero stati attratti da un titolo tanto “banale”, se così volessimo considerare il fatto in sé di respirare…

“È uno di quei rari libri di divulgazione scientifica capace di tenere i lettori incollati alle pagine fino a notte fonda.”
Spirituality & Health

Chi pensasse a L’arte di respirare come a una furbata editoriale del momento, resterà deluso

L’arte di respirare è in realtà un libro che ha alle spalle un lavoro di ricerca durato non meno di 10 anni, scritto da un giornalista e divulgatore scientifico molto noto e rispettato dagli addetti ai lavori. Dopo il successo negli USA, nel giro di poco più di un anno è stato tradotto in oltre trenta lingue tra cui (per fortuna) l’italiano (Aboca edizioni – 348 pagine).

Un viaggio tra i polmonauti che hanno creduto nella prodigiosa meraviglia e nelle naturali risorse del corpo umano

Ora, trattandosi appunto di quasi 350 pagine dense di esperienze, viaggi in giro per il mondo alla scoperta dei “polmonauti” (così li chiama l’autore) che hanno dedicato la loro vita allo studio della respirazione e di quello che si può ottenere in modo naturale, conoscendola e utilizzandola in modo consapevole per stare “non bene, ma meglio!”, non starò qui a farvi il riassunto.

Al limite, se ancora usate più la bocca del naso per respirare, posso solo dirvi che forse fate ancora in tempo a capovolgere la vostra vita in senso positivo, ma non perdete altri attimi preziosi! (Ora mi è più chiaro da cosa dipendeva quell’impossibilità “a impegnarsi più di tanto”, qualunque cosa facessero, riscontrata in alcune persone: ti credo, se non hai mai respirato, come puoi pretendere di riuscire a fare anche un solo sforzo in più nella tua vita!!??)

Denti storti? Vuoi vedere che…

Riporto solo questo episodio, molto casuale, di qualche giorno fa: ero a cena da amici e, notando i denti non proprio dritti di loro figlio di 6 anni, mi è venuto naturale chiedere: “Ma respira bene?” Al che mi hanno detto: “No, ha problemi di apnee notturne e stiamo facendo un po’ di controlli.”

Ecco: solo per dire che, dopo tanti esempi presentati nel libro, mi è stato naturale associare i denti non dritti di un bambino a una respirazione problematica, così come tanti altri “insospettabili” disagi (anche ben più profondi…) si potrebbero risolvere semplicemente “imparando a respirare”.

Finché respiriamo viviamo, finché non respiriamo non viviamo…

Qualche anno fa, scoprendo la Lota per i lavaggi nasali, pensavo già di aver profondamente cambiato in meglio la mia vita, usandola praticamente ogni mattina al risveglio. La bella sorpresa contenuta in L’arte di respirare è che il miglioramento può anche continuare, e di molto, imparando altre nozioni e tecniche basilari, che però nessuno ti insegna e che potrebbero (con poco) cambiarti la vita! (Il problema è serio: c’è un intero sistema sanitario da tenere in vita, mica possiamo lasciarli tutti senza lavoro, quindi non leggete questo libro!!)

Chi è James Nestor?

Ultima cosa: non pensate l’autore sia un superuomo, anzi è proprio uno di quelli che a un certo punto della vita sembrava messo abbastanza male. Probabilmente intraprende questo viaggio intanto e proprio per migliorare la sua, di esistenza. È con questo spirito che arriva infatti a mettere insieme una grande ricchezza e varietà di testimonianze e dati di ricerca.

Non essere un consumista anche quando respiri!!

Chiudo ritornando alle mie camminate al parco, in cui ho potuto mettere in pratica alcuni preziosi “insegnamenti”, per scoprire dopo 3 ore di passeggiata di essere tornato a casa per niente stanco, ma anzi completamente trasformato, così come dopo “un’apnea consapevole”, che ognuno potrà anche sperimentare nei momenti di relax a casa. Oppure accorgermi di avere ancora molta aria da usare, nonostante siano già passati 38 anni da quando ho iniziato a soffiare in quello strumento a fiato!!

Vi lascio qui il link a una recensione cartacea dal Corriere della Sera.

“Ci sono tanti modi di respirare quanti cibi da mangiare”

Respiriamo dalle 15.000 alle 25.000 volte al giorno: quando cominceremo a prestare più attenzione a come lo facciamo?

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